Qui ci sono venti lavori scelti su settanta. Il criterio non è il marchio più grosso: è che il problema di partenza somigli al tuo. Sotto ogni lavoro trovi i numeri di produzione — giornate, troupe, schermi, tempi di consegna. Sono numeri veri, presi dai consuntivi. Non sono risultati commerciali: quelli li dichiara il cliente, non noi.
Aziende con una storia lunga da rendere attuale, e documenti interni da rendere guardabili. Cosa comprende
Un prodotto o un servizio da far desiderare, non da descrivere. Cosa comprende
Quando il contenuto non si guarda: ci si sta dentro. Cosa comprende
Da cosa siamo partiti, cosa abbiamo deciso e cos'è successo. Senza la lingua di produzione.
Novembre 2020. PlayStation 5 esce in Europa il 19, e la rete dei rivenditori italiani deve saperla vendere prima che arrivi in negozio. In un anno normale sarebbe stata una convention di canale: quel novembre non si poteva riunire nessuno, e il contenuto era coperto da riservatezza perché il prodotto non era ancora uscito.
Quando un incontro di canale diventa un link, la domanda non è tecnica: è quanti rivenditori si presentano davvero. Un evento digitale che perde metà platea non è un evento risparmiato, è un lancio mancato sulla rete che deve vendere il prodotto.
Streaming ad accesso controllato — login, registrazione, platea identificata — con la riservatezza trattata come requisito tecnico e non come clausola da firmare. Scenografia virtuale, pacchetto grafico, sottotitolazione dei contributi internazionali, messa in onda in poco più di un'ora.
E una cosa che un fornitore di solito non fa: abbiamo detto di no. La sigla indicata dal cliente era un suo video di repertorio già visto da milioni di persone. L'obiezione è finita per iscritto nella scaletta, con la motivazione e una sigla costruita per l'occasione. Lo show ha aperto con quella.
148 rivenditori iscritti, contro circa 164 all'edizione in presenza dell'anno prima. La platea ha tenuto nell'anno in cui non si poteva riunire nessuno.
Design Week 2019, Brera Design District, lancio di una campagna legata a un segnatempo. Durante quella settimana Brera è satura: il problema di un'installazione lì non è farsi vedere, è trattenere.
Un video proiettato scorre davanti alle persone e le persone scorrono davanti a lui. Per isolare qualcuno dal rumore di una Design Week serve un ambiente che risponda, non che vada in onda.
Un ambiente costruito in tempo reale invece che in proiezione lineare: un sentiero di collina digitale con luci dinamiche, suoni avvolgenti e animali digitali su un ciclo di ventiquattro ore, che reagisce al pubblico mentre lo attraversa. Una settimana di produzione.
29.000 visitatori in 5 giorni, più un cocktail privato di lancio da 350 ospiti. Il dato di affluenza è nostro, non di un rilevamento indipendente: lo diciamo perché è quello che vale.
Primavera 2021. Una utility altoatesina deve presentare il piano industriale 2020-2024 a tre interlocutori diversi — industriali e turismo, politici, i Comuni — in una provincia dove si parla italiano e tedesco.
Tre platee con domande diverse sullo stesso documento. Si fanno tre eventi, e costano tre volte; o se ne fa uno solo, e ne scontenta due. C'è una terza strada, e riguarda dove si mette il lavoro: non nella ripetizione, nel montaggio.
Registrato una volta, montato tre volte. Una sola giornata di riprese in sede è diventata tre versioni della stessa presentazione, una per platea, cambiando i tagli e non i contenuti.
I relatori — che dovevano reggere un testo tecnico in due lingue senza sembrare in difficoltà — sono stati messi in fondale virtuale con teleprompter e anteprima delle slide davanti agli occhi. Così la parte registrata è precisa al secondo, e la spontaneità è concentrata dove serve: nel Q&A dal vivo, con la regia sul posto.
Tre platee servite con una giornata di set invece di tre, e le domande gestite dalla regia in diretta.
La federazione dei dirigenti del terziario, oltre 45.000 associati, compie ottant'anni: l'atto costitutivo è firmato a Roma nell'aprile del 1945, giorni prima della Liberazione. Il brief aveva tre paletti, tutti in negativo: non la percezione di sindacato vecchio, non celebrativo, e credibilità.
Un anniversario di ottant'anni finisce quasi da solo in un montaggio di fotografie con la voce narrante sopra. L'archivio disponibile erano trentatré fotografie storiche: non abbastanza per reggere un montaggio lineare, e comunque il modo sbagliato di usarle. Il passato non si racconta: si attraversa.
Invece di montare le fotografie una dopo l'altra, le abbiamo proiettate. Un protagonista attraversa uno spazio buio in cui la storia è appesa alle pareti come in un museo, e la voce racconta mentre lui cammina. All'ultima cornice, vuota, non trova una fotografia ma il proprio riflesso; poi esce in una piazza vera, e da lì il racconto è presente. In chiusura la camera sale, e le proiezioni viste dall'alto disegnano il simbolo dell'infinito, che era il logo dell'anniversario.
Girato davvero, non simulato in 3D. Le immagini d'epoca mancanti sono state ricostruite in AI a partire dalle fotografie vere, per colmare i buchi dell'archivio: dichiarato apertamente, nel making of e dal cliente stesso.
Il video ha aperto l'assemblea nazionale, e il cliente lo ha pubblicato sul proprio canale ufficiale, dove è tuttora online: non è rimasto un contenuto da sala. Dallo stesso girato sono nati il backstage e il video di sintesi, senza tornare sul set.
Gli altri cinquanta lavori esistono, e alcuni hanno i numeri più grossi di tutti: uno schermo da settanta metri, un ledwall curvo da ventitré metri di diametro, un evento da millesettecento invitati. Non sono qui perché il logo grande non è una prova: se chi legge non riconosce il proprio problema, un marchio famoso allontana invece di avvicinare. Se ti serve la prova di scala tecnica, la chiedi e te la portiamo.
E i tre quarti di questi lavori sono arrivati tramite un’agenzia. Continuiamo a lavorare così, ma non è il mestiere che vogliamo raccontare qui: questa pagina parla a chi decide, non a chi rivende.
Mezz'ora, senza presentazione e senza slide. Ci racconti l'azienda, noi ti diciamo cosa si vede da fuori e cosa no. Poi decidi tu.
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