Un video si guarda. Un'esperienza si attraversa, e resta. È il territorio dove il mestiere si vede in due secondi - o non si vede affatto, perché non ha funzionato davanti a mille persone.
Quando c'è gente in sala, o in piazza, non c'è modo di rifare la scena. Il contenuto parte all'ora prevista e funziona o non funziona. Anni di eventi dal vivo ci hanno insegnato una cosa sola, ma bene: che tutto quello che può andare storto va previsto prima, non risolto dopo.
Per questo su queste cose non si improvvisa e non si affitta un'idea. Si va sul posto, si misura, si prova di notte quando la piazza è vuota. Le notti di prova sul posto non sono un intoppo: sono il lavoro.
È anche il territorio in cui si capisce se un fornitore ha il mestiere o sta rivendendo la tecnologia di qualcun altro. Un'esperienza che stupisce e non dice niente è un fuoco d'artificio: costa uguale e non lascia nulla.
La facciata di un edificio che diventa la superficie del racconto, costruita sulla sua geometria. Come si fa, quanto costa e un centenario raccontato così: video mapping.
Una sala in cui il contenuto è su tutte le pareti e chi entra è dentro, non davanti. Serve quando devi far provare qualcosa, non spiegarla.
Un'installazione che reagisce a chi la guarda - al movimento, a una scelta, a un dato che arriva in tempo reale. La progettiamo e la dirigiamo noi; la tecnologia entra solo dove aumenta partecipazione o memoria, mai come dimostrazione di sé. Per uno stand: fiere e stand.
LED curvi, schermi fuori formato, pareti da decine di metri gestite come una sola immagine. Anni di eventi dal vivo servono esattamente qui: a sapere cosa regge in sala e cosa no.
L'annuncio che esce dal proprio riquadro su un maxischermo urbano. Un formato che funziona solo se il 3D è fatto bene, perché è quello il contenuto.
Il suono come materia dell'esperienza e non come colonna sonora. Vale per uno spazio da attraversare, per un'installazione, per un momento di evento.
Montblanc, Design Week 2019, Brera. Quella settimana il problema di un'installazione non è farsi vedere: è trattenere, perché ogni vetrina del quartiere vuole la stessa attenzione.
Un video proiettato scorre davanti alle persone, e le persone scorrono davanti a lui. Per questo abbiamo costruito un ambiente in tempo reale e non una proiezione lineare: un sentiero digitale con luci, suoni e animali su un ciclo di ventiquattro ore, che reagisce a chi lo attraversa. Il racconto per intero è su lavori.
Non compri una lavorazione alla volta. Compri una squadra che le ha tutte - 12 postazioni collegate su un server condiviso, registi, filmmaker, montatori, motion designer e artisti 3D nello stesso studio a Milano. Su un evento dal vivo conta più che altrove: quando manca qualcosa alle due di notte, la si fa, non la si ordina.
Mezz'ora, senza presentazione e senza slide. Ci racconti l'azienda, noi ti diciamo cosa si vede da fuori e cosa no. Poi decidi tu.
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